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Certificazione green hotel pulizie: come ottenerla

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5 min di lettura

Certificato green esposto nella reception di un hotel sostenibile

Una certificazione green per le pulizie di un hotel non è solo un riconoscimento formale: è un modo per rendere verificabile agli occhi dell’ospite un impegno che altrimenti resterebbe una dichiarazione non dimostrabile. Per una struttura che compete in un mercato affollato, può anche diventare la prova concreta più solida a sostegno di ogni altra dichiarazione di sostenibilità presente nel materiale di marketing.

Indice

Cosa richiedono le certificazioni green principali

Le certificazioni green rilevanti per il settore hospitality richiedono, quasi sempre, l’uso prevalente di prodotti certificati, procedure documentate per la riduzione dei consumi (acqua, energia, prodotti chimici) e un sistema di verifica periodica da parte di un ente terzo. Alcune certificazioni più strutturate richiedono anche un piano di miglioramento continuo, con obiettivi quantificati da raggiungere entro la verifica successiva, non solo una fotografia dello stato attuale.

Un hotel a basso impatto ambientale: cosa cambia nelle pulizie

Un hotel orientato a un basso impatto ambientale applica questo criterio anche alle pulizie: scelta dei fornitori, tipologia di attrezzature (a basso consumo energetico e idrico), gestione dei rifiuti derivati dal servizio, non solo ai grandi impianti della struttura. Anche piccoli dettagli contano: la scelta di distributori di sapone ricaricabili invece di flaconcini monouso in ogni bagno, ad esempio, riduce sensibilmente la plastica smaltita da un hotel di medie dimensioni nel corso di un anno.

Formare il personale sui prodotti green

La formazione sull’uso dei prodotti green per le pulizie è un passaggio spesso sottovalutato: alcuni prodotti ecologici richiedono tempi di posa o modalità di applicazione diverse da quelle tradizionali, e un uso scorretto ne annulla i vantaggi ambientali senza raggiungere il risultato di pulizia atteso. Prevedere una sessione formativa dedicata ogni volta che si introduce un nuovo prodotto certificato, invece di limitarsi a comunicare il cambio via messaggio, riduce sensibilmente il periodo di adattamento del personale.

I tempi e i costi di un percorso di certificazione

Un percorso di certificazione green richiede in genere alcuni mesi tra la raccolta della documentazione, l’adeguamento di prodotti e procedure e l’audit vero e proprio da parte dell’ente certificatore. I costi variano molto a seconda dello standard scelto e delle dimensioni della struttura, ma vanno sempre valutati insieme al ritorno atteso in termini di posizionamento commerciale, non solo come una spesa isolata.

L’impatto sulla reputazione della struttura

Una certificazione verificata da un ente esterno ha un peso comunicativo diverso da una dichiarazione autonoma della struttura: viene percepita come più credibile, soprattutto da una clientela internazionale sempre più attenta a questi temi. Molti hotel toscani con certificazione green riportano un aumento delle prenotazioni dirette da parte di ospiti che cercano esplicitamente strutture sostenibili, un segmento di mercato in crescita costante negli ultimi anni.

Errori comuni durante l’audit di certificazione

Il rischio più comune durante un audit di certificazione non è la mancanza di prodotti adeguati, ma l’assenza di documentazione a supporto: schede tecniche non aggiornate, registri dei consumi incompleti, personale che non sa spiegare le procedure adottate quando interrogato dall’auditor. Preparare il personale con un breve promemoria prima della visita di verifica riduce sensibilmente questo tipo di criticità.

Mantenere la certificazione nel tempo

Ottenere la certificazione è solo il primo passo: la maggior parte degli schemi richiede audit di rinnovo periodici, tipicamente annuali, in cui viene verificato non solo il mantenimento dei requisiti minimi ma anche, in molti casi, un progresso rispetto agli obiettivi dichiarati in precedenza. Assegnare a una persona interna la responsabilità di tenere aggiornata la documentazione tra un audit e l’altro, invece di riorganizzare tutto solo a ridosso della visita di verifica, evita brutte sorprese e riduce lo stress del team nei giorni precedenti l’audit.

Scegliere la certificazione giusta per la propria struttura

Non tutte le certificazioni green sono adatte a ogni tipologia di struttura: alcuni schemi sono pensati per grandi catene alberghiere con personale dedicato alla sostenibilità e si adattano male a una piccola struttura indipendente, mentre altri sono pensati specificamente per hotel boutique e B&B con requisiti documentali più leggeri. Prima di impegnarsi su uno schema specifico, conviene confrontare almeno due o tre opzioni rispetto alle dimensioni reali della struttura, al budget disponibile e al segmento di ospiti che si vuole raggiungere, invece di scegliere la prima certificazione suggerita da un fornitore.

Comunicare la certificazione agli ospiti

Una volta ottenuta, una certificazione è utile commercialmente solo se gli ospiti la vedono davvero: un piccolo cartello ben posizionato in reception, una menzione nella pagina di prenotazione e una riga nell’email di pre-arrivo influenzano le decisioni di prenotazione molto più di un certificato incorniciato in un ufficio che nessuno visita. Le strutture che comunicano attivamente la propria certificazione tendono a vederla menzionata direttamente nelle recensioni degli ospiti molto più spesso di quelle che la trattano come un traguardo puramente interno.

Un percorso da costruire con il fornitore giusto

Ottenere una certificazione green richiede il coinvolgimento del fornitore di pulizie fin dalle prime fasi, non solo a posteriori. È il tipo di supporto che offriamo alle strutture che scelgono il nostro servizio di pulizia in Toscana.

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