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Superfici critiche per l'igiene in hotel: quali sono

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5 min di lettura

Primo piano di una maniglia e di un telecomando sanificati in camera hotel

Non tutte le superfici di una camera hanno lo stesso livello di rischio igienico. Alcune vengono toccate decine di volte al giorno da persone diverse; altre restano intatte per l’intero soggiorno. Riconoscere questa differenza è il primo passo per un protocollo efficace e per usare bene il tempo disponibile in ogni turno.

Indice

Perché l’ospite non lo nota mai, ma percepisce sempre il risultato

Difficilmente un ospite scriverà in una recensione “il telecomando era pulito”, perché l’attenzione ai punti critici è invisibile per natura: nessuno elogia ciò che non può percepire direttamente. Ciò che nota, a volte senza saperlo definire, è un senso generale di fiducia nell’igiene della struttura, costruito cumulativamente da decine di piccoli dettagli gestiti correttamente, di cui i punti di contatto sono uno dei più importanti.

Cosa rende una superficie “critica”

Una superficie critica è una superficie toccata frequentemente da mani diverse, spesso senza che l’ospite ci pensi: maniglie, interruttori, telecomandi, termostati. Il rischio non dipende dalla dimensione della superficie ma dalla frequenza di contatto: un tavolo grande toccato una volta al giorno è meno critico di un piccolo interruttore toccato dieci volte.

Telecomandi e maniglie: i più trascurati

La sanificazione dei telecomandi e delle maniglie in hotel viene spesso saltata perché nessuno la considera prioritaria rispetto a superfici più visibili come il lavabo o il pavimento. Sono invece tra i punti con la carica microbica più alta rilevata negli studi di settore, proprio per la frequenza di contatto e la scarsa attenzione ricevuta. Il telecomando in particolare è un caso limite: pieno di fessure difficili da pulire in profondità, spesso trattato solo con un passaggio superficiale di panno.

Condizionatori e impianti di climatizzazione

La sanificazione dei condizionatori in hotel riguarda un rischio diverso: non il contatto diretto, ma la diffusione di polvere, allergeni e (nei casi peggiori) muffe attraverso l’aria. Filtri e unità interne vanno sanificati con una periodicità stabilita dal produttore, quasi sempre più ampia della pulizia quotidiana della camera, ma va comunque verificata a ogni cambio di stagione, quando l’impianto riparte dopo mesi di inattività.

Altri punti critici spesso dimenticati

Oltre ai punti più noti, ci sono superfici critiche meno ovvie: il pulsante dello sciacquone, la maniglia del frigobar, la cornetta del telefono fisso quando presente, il pulsante dell’ascensore condiviso. Nessuna di queste è visibile come una macchia sul pavimento, ma insieme rappresentano una parte significativa del rischio complessivo di contaminazione incrociata tra ospiti diversi.

Frequenza di sanificazione dei punti critici

A differenza delle superfici generali, i punti critici andrebbero sanificati più di una volta al giorno nelle aree comuni ad alto traffico (maniglie delle porte comuni, pulsanti degli ascensori) mentre in camera un passaggio accurato a ogni riassetto è generalmente sufficiente, salvo situazioni straordinarie come un’epidemia stagionale di virus influenzali.

Costruire una mappa delle superfici critiche

Il modo più efficace per non trascurare questi punti è avere una lista fissa, allegata alla checklist di riassetto, con le superfici critiche della camera elencate una per una. Non un’aggiunta facoltativa, ma un passaggio previsto in ogni intervento, verificabile dal supervisore con la stessa attenzione dedicata al resto della camera.

Formare la squadra a riconoscere questi punti senza checklist

L’obiettivo finale della formazione non è che la squadra segua sempre una checklist cartacea, ma che dopo qualche settimana riconosca automaticamente i punti critici in qualsiasi ambiente, anche in una camera con una disposizione diversa dal solito o in un’area comune mai pulita prima. È il segno che la sequenza è stata davvero interiorizzata, non solo memorizzata.

Superfici critiche nelle aree comuni

Il concetto di superficie critica non riguarda solo la camera: nelle aree comuni, i punti a rischio più alto sono i pulsanti degli ascensori, le maniglie delle porte di ingresso, i corrimano delle scale e i touchscreen di eventuali chioschi informativi. Queste superfici, usate da centinaia di persone diverse nell’arco di una giornata in un hotel di medie dimensioni, meritano una frequenza di sanificazione superiore rispetto a qualsiasi punto critico all’interno di una singola camera.

Rivedere periodicamente la mappa delle superfici critiche

Una ristrutturazione, l’introduzione di nuove dotazioni tecnologiche in camera o semplicemente un cambio di arredo possono modificare quali superfici diventano critiche in una struttura. Una mappa scritta anni fa e mai aggiornata rischia di ignorare punti di contatto nuovi (uno smart speaker, un pannello di controllo touch per le luci) che nel frattempo sono diventati parte dell’esperienza quotidiana dell’ospite.

Un esempio pratico dalla nostra esperienza

In un hotel di medie dimensioni con cui abbiamo lavorato, un semplice test con panno bianco su venti telecomandi diversi ha mostrato che oltre la metà presentava tracce visibili anche dopo il riassetto standard. Dopo aver aggiunto il telecomando alla lista fissa dei punti critici, con un prodotto specifico dedicato, lo stesso test ripetuto un mese dopo ha mostrato un netto miglioramento, a fronte di un aumento di tempo per camera di pochi secondi e un costo aggiuntivo trascurabile.

Un dettaglio che l’ospite non vede, ma che conta

Nessun ospite controlla se il telecomando è stato sanificato, ma è esattamente questo tipo di attenzione (invisibile ma sistematica) a distinguere un servizio di pulizia professionale. È lo standard che applichiamo nel nostro servizio di pulizia e sanificazione.

Anche un piccolo investimento di tempo dedicato a mappare questi punti, ripetuto ogni volta che la struttura cambia qualcosa nell’arredo o nella tecnologia in camera, evita di lasciare scoperti proprio i punti a maggior rischio per l’igiene degli ospiti.

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